Il claxon della macchina che sopraggiungeva, mi fece fermare di colpo. Seguii la macchina con lo sguardo lasciando che passasse, prima di attraversare la strada.
Quel suono aveva fermato all’ improvviso i pensieri riportandomi alla realtà caotica del pieno centro. L’immagine del visino triste, pallido e macilento, con i grandi occhi chiari, ricolmi di lacrime, di quel bambino che aveva occupato, prepotentemente, i miei pensieri, si andava perdendo pian piano nelle figure che mi circondavano.
Ero di ritorno dalla Casa Circondariale dove, come ogni mercoledì della settimana, ero stata al reparto femminile, per avere i colloqui con le donne recluse. Una domandina quella volta mi aveva incuriosita perché vi era stato aggiunto e sottolineato " urgente parlarti ".
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Il suono squillante del campanello d’ ingresso mi fece sobbalzare, rompendo il silenzio del mio ufficio vuoto.
Andai ad aprire la porta e mi trovai dinanzi una donna smunta, sofferente e trasandata che non disse una parola ma mi gettò le braccia al collo, scoppiando a piangere .
Il pianto di quella donna, che mi sembrava di non conoscere, mi trasmise tanta tristezza.
Cercai di calmarla e la invitai ad entrare e a sedersi. I singhiozzi non le permettevano di parlare. Mi sedetti accanto e la guardai nei suoi grandi occhi azzurri.
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Dopo 50 anni che mi reco al carcere, come volontaria, ancora non mi abituo allo stridio delle cerniere dei cancelli non lubrificate, che si aprono e rinchiudono alle mie spalle In queste poche righe non vi parlerò dei casi di persone detenute che ho portato avanti in tutti questi anni ma cercherò di illustrarvi le attività che svolgo e che ho svolto, con gli altri volontari dell'associazione, previste e autorizzate dall'articolo 17 della L. n°354-/75 Perchè sono la presidente dell’ Associazione “ Genoveffa De Troia”, questo ci aiuta, sia nel lavoro che per affrontare le varie spese che si sostengono per le continue richieste che vengono fatte dai detenuti e dalle detenute ( vestiari, intimo, francobolli, carta da lettere, quaderni, penne, matite colorate, perline,scarpe, ciabatte,pigiami, maglie, pantaloni,cotone per lavori vari, lana ecc.). Nei nostri compiti c’è , principalmente, ‘1’ ascolto ', e noi cerchiamo di metterlo in pratica, ascoltando i vari problemi che ci espongono,senza emettere alcun giudizio.
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