Il tesoro in un volo tortuoso

Dopo 50 anni che mi reco al carcere, come volontaria, ancora non mi abituo allo stridio delle cerniere dei cancelli non lubrificate, che si aprono e rinchiudono alle mie spalle In queste poche righe non vi parlerò dei casi di persone detenute che ho portato avanti in tutti questi anni ma cercherò di illustrarvi le attività che svolgo e che ho svolto, con gli altri volontari dell'associazione, previste e autorizzate dall'articolo 17 della L. n°354-/75 Perchè sono la presidente dell’ Associazione “ Genoveffa De Troia”, questo ci aiuta, sia nel lavoro che per affrontare le varie spese che si sostengono per le continue richieste che vengono fatte dai detenuti e dalle detenute ( vestiari, intimo, francobolli, carta da lettere, quaderni, penne, matite colorate, perline,scarpe, ciabatte,pigiami, maglie, pantaloni,cotone per lavori vari, lana ecc.). Nei nostri compiti c’è , principalmente, ‘1’ ascolto ', e noi cerchiamo di metterlo in pratica, ascoltando i vari problemi che ci espongono,senza emettere alcun giudizio.

Nelle varie manifestazioni che si tengono all’ Istituto interveniamo, quando ci viene chiesto, o portiamo avanti delle manifestazioni promosse da noi . Si svolgono corsi scolastici e sociali. Il nostro gruppo, che è formato da quattro volontari autorizzati, organizza spettacoli in vernacolo e corsi di formazione.

mi dedico maggiormente al reparto femminile andando da loro settimanalmente.

I problemi che ci pongono sono tanti sia quelli che si presentano nel carcere che all’ esterno e nelle loro famiglie. Problemi che in gran parte restano irrisolti, pur se ce la mettiamo tutta per risolverli.

Quest’anno si è organizzato un corso di balli tradizionali tenuti settimanalmente da un nostro volontario.

Come immaginerete, il nostro rapporto con le persone recluse, non si ferma alla visita o ai bisogni materiali ma cerchiamo di aiutare i famigliari che all'esterno subiscono materialmente e psichicamente la loro carcerazione, dando loro pacchi viveri quindicinali. Ci mettiamo in contatto con l'avvocato, con il Magistrato di Sorveglianza, con i servizi sociali o con gli altri enti affinchè possono usufruire i benefici delle misure alternative alla detenzione mettendo anche a disposizione le nostre strutture per V accoglienza, questo avviene, quasi sempre, per le persone straniere, che non hanno un domicilio.

Per il sovraffollamento, nelle carceri, c'è molta tensione e malcontento sia da parte dei reclusi, che sono obbligati a condividere, i pochi metri quadrati di cella in un numero maggiore del previsto, sia da parte del personale penitenziario che per mancanza di organico è costretto a fare turni massacranti.

Noi cerchiamo di calmare il malcontento intervenendo e giustificando entrambe le parti con parole persuasive ed esempi pratici. Facendo capire, innanzi tutto, che ribellarsi non serve, anzi può peggiorare le cose, causando danni maggiori. Questi discorsi non sempre vengono accettati perché la questione è molto complessa.

I figli di molti detenuti vengono nel nostro centro diurno, ogni pomeriggio, per usufruire del sostegno scolastico o di corsi di alfabetizzazione oppure per imparare la lingua Italiana.

Questi e molti altri interventi i volontari dell' Associazione cercano di portare nel campo carcerario, piccole cose in un settore molto vasto con moltepliche problematiche irrisolvibili.

volontario penitenziario deve sempre tenere presente che il suo lavoro verso una persona detenuta, non si può e non si deve fermare con I' uscita dal grande cancello della Casa Circondariale, ma deve continuare all' esterno.